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	<description>Studiare agraria a Palermo</description>
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		<title>Ars cinquanta milioni di euro per agricoltura e pesca</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 10:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso undici novembre, l’ars ha approvato una legge che prevede lo stanziamento di ben cinquanta milioni di euro a favore dell’agricoltura e di quello dedito alla pesca. Si tratta di un provvedimento importante destinato a lasciare senza dubbio un &#8230; <a href="http://www.agrariaunipa.it/attualita/ars-cinquanta-milioni-di-euro-per-agricoltura-e-pesca/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-12" title="Uliveto" src="http://www.agrariaunipa.it/wp-content/uploads/2011/12/Uliveto-300x225.jpg" alt="Agricoltura" width="300" height="225" /><strong>Lo scorso undici novembre, l’ars ha approvato una legge che prevede lo stanziamento di ben cinquanta milioni di euro a favore dell’agricoltura e di quello dedito alla pesca. Si tratta di un provvedimento importante destinato a lasciare senza dubbio un segnale positivo da troppo tempo atteso da parte di un settore che, più di altri, ha vissuto un decennio di crisi senza precedenti nella storia dell’umanità.</strong></p>
<h2>L’agricoltura non è più importante in Italia?</h2>
<p>Se in passato, infatti, gli uomini vivevano solo grazie all’agricoltura e all’allevamento degli animali oggi, invece, sembrano essere sempre più in grado di fare a meno del terreno fertile e dei prodotti da esso ricavati. Così, la dove c’erano campi e praterie oggi nascono supermercati, autostrade e condomini. Un dato allarmante, se si pensa che negli ultimi dieci anni sono oltre ottocentomila le piccole imprese agricole che hanno chiuso i battenti. Sarà per la crisi o per la pressione fiscale, i dati emersi dall’ultimo censimento sul lavoro agricolo sono allarmanti. E così questi cinquanta milioni di euro stanziati dal governo italiano per fronteggiare l’emorragia agricola sembrano essere arrivati giusto in tempo per evitare l’estinzione di queste imprese che un tempo facevano entrare molti quattrini nelle casse dello stato e degli italiani.</p>
<h2>I cinquanta milioni destinati all’agricoltura</h2>
<p>I cinquanta milioni di euro disposti dal governo a favore delle imprese serviranno a promuovere l’agricoltura e l’allevamento ma serviranno anche ad incentivare i piccoli e medi imprenditori agricoli ad ampliare la loro attività, ad assumere nuovo personale e a sperimentare nuove coltivazioni. Inoltre, una parte dei fondi saranno utilizzati per eliminare i debiti delle aziende esistenti ed evitare la loro chiusura e per finanziare quelle ancora aperte che potranno continuare il loro lavoro. Insomma, l’ars ha dato un segnale importante ad imprenditori e lavoratori le cui richieste sono state accolte.</p>
<p>Foto: Sven Weber &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il ministero delle politiche agricole</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministero delle politiche agricole, situato nella celebre via XX settembre a Roma, rappresenta uno degli organi più importanti del governo italiano. Il primo ministero dell’agricoltura fu istituito per volontà di Cavour e da allora è sempre esistito tra gli &#8230; <a href="http://www.agrariaunipa.it/agricoltura/il-ministero-delle-politiche-agricole/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agrariaunipa.it/wp-content/uploads/2011/12/Ministero-300x200.jpg" alt="Ministeri" title="Palazzo comunale" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-24" /><strong>Il ministero delle politiche agricole, situato nella celebre via XX settembre a Roma, rappresenta uno degli organi più importanti del governo italiano. Il primo ministero dell’agricoltura fu istituito per volontà di Cavour e da allora è sempre esistito tra gli organi di governo italiani. In passato si chiamava Ministero per l’agricoltura, il commercio e l’industria ma, successivamente, la sigla fu ridotta al solo ministero delle politiche agricole.</strong></p>
<h2>Le funzioni del ministero delle politiche agricole</h2>
<p>Le funzioni di questo ministero sono numerose e molto importanti. Esso, infatti, si occupa della gestione e del coordinamento del lavoro dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura ma i numerosi enti ad esso connessi si occupano anche della tutela dei prodotti agroalimentari, del loro commercio e del loro uso finalizzato alla beneficenza. Inoltre, questo ministero si occupa della tutela delle foreste e gestisce con molta attenzione tutti i temi e i problemi connessi agli alimenti, alla caccia e al lavoro e alla modificazione dei prodotti agricoli. Questo ministero, dunque, svolge, compiti fondamentali nell’ambito della produzione agricola e rappresenta il governo italiano in tema di politica agricola all’interno della comunità europea.</p>
<h2>Gli enti connessi al ministero delle politiche agricole</h2>
<p>Nonostante il ministero rappresenti lo stato italiano, in realtà molte norme in tema di politiche agricole esistono anche a livello provinciale e regionale. In effetti, da questo ministero dipendono molti altri enti. Ad esempio, il corpo forestale dipende dal ministero delle politiche agricole così come da questo dipendono anche i carabinieri specializzati in politiche agricole e alimentari. In realtà questi carabinieri dipendono dall’arma generale dei carabinieri ma il loro lavoro è funzionale al ministero delle politiche agricole più che a quello dell’arma dal momento che questi carabinieri si occupano dello smistamento degli alimenti nei paesi poveri, ma anche del commercio stesso di alcuni prodotti alimentari. Inoltre, al ministero delle politiche agricole sono connessi molti altri organi istituzionali come l’agea, cioè l’agenzia per le erogazioni in agricoltura, l’istituto nazionale di agraria, l’unione nazionale che si occupa di incrementare gli equini, il consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, l’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, l’istituto nazionale per gli alimenti e la nutrizione e l’istituto per lo sviluppo agroalimentare.</p>
<p>Foto: Alessio Orrù &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Dipartimento dei sistemi agro forestali</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 11:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte università italiane dispongono di un dipartimento dei sistemi agro forestali. L’obiettivo di questi dipartimenti è favorire la ricerca – possibilmente interdisciplinare – in temi di energia sostenibile e adattabilità del territorio alla produzione. In particolare, questi dipartimenti cercano di &#8230; <a href="http://www.agrariaunipa.it/formazione/dipartimento-dei-sistemi-agro-forestali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agrariaunipa.it/wp-content/uploads/2011/12/Università-300x200.jpg" alt="Dipartimenti e facoltà" title="Università " width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-21" /><strong>Molte università italiane dispongono di un dipartimento dei sistemi agro forestali. L’obiettivo di questi dipartimenti è favorire la ricerca – possibilmente interdisciplinare – in temi di energia sostenibile e adattabilità del territorio alla produzione. In particolare, questi dipartimenti cercano di coordinare un lavoro fatto sulla protezione del territorio con il lavoro di produzione agricola che mira all’incremento dell’economia e allo sviluppo della ricchezza di un ambiente.</strong></p>
<h2>Il dipartimento agro forestale e il successo della facoltà agraria</h2>
<p>Il dipartimento dei sistemi agro forestali fa parte della facoltà agraria che è presente nella maggior parte delle università italiane. In passato, l’agraria era circoscritta ad una formazione di tipo secondario, ma da qualche anno è diventata una facoltà universitaria. Secondo le ultime statistiche, questa facoltà registra sempre più successo tra i neodiplomati che spesso prediligono questo percorso di studi considerandolo più concreto e meno distante dal mondo del lavoro rispetto ad altri. In effetti, la facoltà agraria permette ai suoi studenti di toccare con mano l’oggetto del proprio studio. Molte facoltà, infatti, nascono a ridosso di campi e terreni coltivabili dove gli studenti mettono in pratica quanto imparano durante le lezioni in aula.</p>
<h2>La facoltà agraria: il mix perfetto di teoria e pratica</h2>
<p>Si tratta di un metodo di insegnamento particolarmente efficace che consente sia agli studenti che ai professori e ai ricercatori del dipartimento della facoltà agraria di sperimentare, coltivare e ottimizzare le risorse naturali e artificiali al fine di creare un perfetto equilibrio fra teoria e pratica. Molte facoltà, infatti, dispongono di vigneti dove gli studenti imparano l’arte della viticultura e si avviano ad un mestiere antico che, ancora oggi, rappresenta un’ottima percentuale del prodotto interno lordo italiano. Il successo di queste ricerche e degli iscritti a queste facoltà si spiega se inserito all’interno di un contesto più generale, che è quello del mondo del lavoro e delle richieste reali provenienti da esso. In un paese in cui molti laureati specialisti faticano a collocarsi nel mondo del lavoro adeguando i loro studi alla loro professione, è evidente che imparare un mestiere e scegliere una facoltà in cui unire direttamente la pratica alla teoria produce effetti molto positivi.</p>
<p>Foto: chiakto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Settore agrario in Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sicilia è una delle regioni più belle d’Italia. Ricca di storia e di importanti tradizioni, la seconda isola più grande d’Italia è famosa per le sue spiagge, i suoi profumi e i suoi sapori squisitamente mediterranei. Il fiore all’occhiello &#8230; <a href="http://www.agrariaunipa.it/economia/settore-agrario-in-sicilia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agrariaunipa.it/wp-content/uploads/2011/12/Coltivazioni-300x199.jpg" alt="Settore agrario" title="Coltivazioni" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>La Sicilia è una delle regioni più belle d’Italia. Ricca di storia e di importanti tradizioni, la seconda isola più grande d’Italia è famosa per le sue spiagge, i suoi profumi e i suoi sapori squisitamente mediterranei. Il fiore all’occhiello di questa regione, però, sono i suoi agrumi e – in generale – tutti i prodotti ricavati dal lavoro della terra.</strong></p>
<h2>La produzione agricola in Sicilia</h2>
<p>Il lavoro agricolo rappresenta il vero e proprio punto di forza dell’intera economia siciliana che basa la maggio parte della sua ricchezza sulla coltivazione di alcuni frutti che hanno reso questa regione italiana celebre in tutto il mondo. Le produzioni di alta qualità sono moltissime e vanno dai pomodorini (chiamati ciliegini) ai capperi passando per arance, lenticchie e anche pistacchi. Tuttavia, sono senza dubbio gli agrumi siciliani ad essere il vero e proprio punto di forza dell’intera produzione isolana. Le arance siciliane sono le più grandi e saporite del mediterraneo e in Sicilia sono praticamente dappertutto. I siciliani, infatti, sono si limitano ad utilizzare arance e limoni per incrementare le loro entrate economiche attraverso le esportazioni che avvengono con ogni paese del mondo; ma utilizzano questi agrumi anche come elementi decorativi.</p>
<h2>L’importanza degli agrumi in Sicilia</h2>
<p>Gli agrumi siciliani, in effetti, sono stati oggetto di studio anche da parte del mondo accademico. Molte ricerche, infatti, hanno dimostrato come questi ortaggi siano ricchi di vitamina C, fondamentale nella cura di molte patologie della pelle ma anche utilissima per combattere tumori e polmoni inquinati dal fumo. In Sicilia, tuttavia, gli agrumi sono utilizzati soprattutto in cucina. In particolare, i dolci sono quasi sempre forniti di arance che le sicule strappano generalmente dagli alberi dei loro giardini. Proprio le arance, infatti, rappresentano uno dei simboli più importanti della regione Sicilia che dal loro colore ricava i suoi stessi colori: i colori vivaci che sfumano dall’arancione al giallo che spesso si fondono in un tutt’uno con i colori del sole e dei meravigliosi tramonti che si ammirano dalle coste. Insomma, gli agrumi in Sicilia sono il simbolo della ricchezza di questa regione e anche della sua straordinaria allegria e vivacità.</p>
<p>Foto: starush &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Sesto censimento dell’agricoltura. I dati del Cresa</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 11:02:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il bilancio del sesto censimento dell’agricoltura non è molto positivo. Secondo i dati rilevati dal Cresa, infatti, le imprese che si dedicano al lavoro agricolo sono diminuite di oltre il 30% e non vanno bene neanche quelle che si dedicano &#8230; <a href="http://www.agrariaunipa.it/attualita/sesto-censimento-dell%e2%80%99agricoltura-i-dati-del-cresa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agrariaunipa.it/wp-content/uploads/2011/12/Mucca-300x199.jpg" alt="Allevamenti italiani" title="Mucca" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-15" /><strong>Il bilancio del sesto censimento dell’agricoltura non è molto positivo. Secondo i dati rilevati dal Cresa, infatti, le imprese che si dedicano al lavoro agricolo sono diminuite di oltre il 30% e non vanno bene neanche quelle che si dedicano all’allevamento degli animali. Secondo il censimento, inoltre, ad essere state eliminate sono soprattutto le piccole e medie imprese agricole mentre quelle che resistono tendono a diventare sempre più grandi.</strong></p>
<h2>Il censimento e i numeri dell’agricoltura</h2>
<p>Le imprese agricole sono localizzate soprattutto al sud. Infatti, oltre il 50% di queste aziende di media e piccola grandezza si trovano nel mezzogiorno. Al primo posto c’è la regione Puglia che possiede oltre il 22% di imprese agricole, seguita da Sicilia, Campania e Calabria. Uno dei dati più interessanti rilevati da questo censimento riguarda la percentuale di donne che si inseriscono nel mondo dell’impresa agricola. Le quote rosa, infatti, secondo questi dati sono in netto aumento rispetto alla percentuale di uomini che si dedicano all’agricoltura.</p>
<h2>I dati rilevati dal sesto censimento in tema di agricoltura e di allevamento</h2>
<p>Insomma, in Italia sono state chiuse oltre ottocentomila aziende agricole e il terreno coltivabile è diminuito paurosamente negli ultimi anni. Secondo gli esperti, questi dati sono preoccupanti alla luce del grande potenziale economico di cui l’Italia potrebbe giovare se fosse in grado di sfruttare adeguatamente i propri terreni fertili. Tuttavia, a discapito di quanto dicono gli esperti il governo non è stato in grado di dare i giusti incentivi al lavoro agricolo e – per questo motivo – gli imprenditori che c’erano hanno preferito chiudere e quelli rimasti si sono accorpati oppure hanno reinvestito le loro terre in altre attività. La maggior parte di queste terre, infatti, pur essendo fertile è stata distrutta e utilizzata per la costruzione edilizia. Infine, sempre secondo i dati rilevati dal sesto censimento dell’agricoltura il lavoro della pastorizia e dell’allevamento degli animali – analogamente a quello agricolo – sta vivendo un momento di grande crisi. Negli ultimi dieci anni, infatti, oltre il 70% delle imprese che si occupavano dell’allevamento degli animali ha chiuso. A questa percentuale allarmante si aggiungono i gravi debiti che pesano sul settore zootecnico e che, allo stato attuale delle cose, impediscono a questa fetta di lavoro importante di poter ripartire.</p>
<p>Foto: flashkralove &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Facoltà Agraria di Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 14:22:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra i numerosi corsi di studio ai quali è possibile accedere nell’Università degli Studi di Palermo vi è la Facoltà di Agraria, che racchiude in sé cinque diversi corsi di lauree di primo livello, ai quali fanno seguito cinque curricula &#8230; <a href="http://www.agrariaunipa.it/formazione/la-facolta-agraria-di-palermo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agrariaunipa.it/wp-content/uploads/2011/12/Palermo-300x200.jpg" alt="Palermo" title="Fontana Pretoria" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-8" /><strong>Tra i numerosi corsi di studio ai quali è possibile accedere nell’Università degli Studi di Palermo vi è la Facoltà di Agraria, che racchiude in sé cinque diversi corsi di lauree di primo livello, ai quali fanno seguito cinque curricula per le lauree specialistiche.</strong></p>
<h2>La nascita della Facoltà in breve</h2>
<p>La Facoltà di Agraria di Palermo ha aperto i battenti nel corso della Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1941 con l’anno accademico 1941-’42; inizialmente il nuovo corso di studi ebbe vita precaria: le lezioni si tenevano nelle aule di altre facoltà (come quella di Scienze naturali) e sovente con docenti di altri corsi di studi, quali Medicina e Scienze.<br />
Già nel corso di questo suo primo anno accademico, la Facoltà di Agraria vide la nomina in ruolo dei primi quattro docenti vincitori del concorso (i professori Grimaldi, Proni, Baldacci e Sempio), i quali sin da subito dovettero affrontare altre difficoltà quali i gravi disagi causati dalla guerra in corso, e non ultimo il bombardamento della città di Palermo, durante il quale l’attività della Facoltà però non si interruppe.<br />
Nel corso degli anni immediatamente successivi alla Guerra, la Facoltà di Agraria acquisì sempre maggiori fama e meriti, che la portarono alla sede attuale in Viale delle Scienze.</p>
<h2>Struttura della Facoltà, sedi e corsi di laurea triennale e specialistica</h2>
<p>La Facoltà di Agraria di Palermo si compone  di tre Dipartimenti: Demetra, Saga e Scienze Botaniche; gli studenti sono favoriti da un ottimo rapporto docente/studente (circa 1:10) e da un Centro di Orientamento e Tutorato che mira a risolvere i loro dubbi e a guidarli nel corso del percorso accademico e post-laurea.<br />
Le strutture didattiche si compongono di sette aule nella sede di Palermo, altre tre presso il polo di Trapani e tre sedi multimediali dedicate alle lezioni ed alle esercitazioni di informatica; gli studenti possono inoltre contare su una biblioteca dedicata alla Facoltà e su quelle dei singoli Dipartimenti.<br />
I corsi di laurea triennale di primo livello della Facoltà di Agraria offrono la scelta tra: Laurea in Scienze Agrarie, Laurea in Scienze Forestali e Ambientali, Laurea in Agricoltura Biologica, Laurea in Agroingegneria (tutte nella sede di Palermo) e Laurea in Viticoltura ed Enologia (nella sede di Marsala). Ciascun corso di studi è della durata di tre anni, articolati in due semestri ciascuno, per un totale di 180 crediti richiesti allo studente per laurearsi.<br />
Gli studenti che desiderano proseguire il loro corso di studi con una laurea specialistica biennale possono scegliere la Laurea specialistica in Scienze e Tecnologie Agrarie, attraverso i curricula di Tecnologia ed impresa, Sistemi produttivi vegetali e Agro-zootecnico; chi invece ha conseguito la laurea in Scienze Forestali, oppure la Laurea specialistica in Scienze Forestali e Ambientali, scegliendo gli indirizzi di Difesa del suolo in ambiente montano o Gestione delle risorse forestali. Ciascun corso di specializzazione è della durata di due anni, articolato in due semestri ciascuno, e richiede un totale di 120 crediti, da sommarsi ai 180 che lo studente deve obbligatoriamente aver conseguito durante il percorso triennale.</p>
<p>Foto: Edler von Rabenstein &#8211; Fotolia</p>
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