Sesto censimento dell’agricoltura. I dati del Cresa

Mucca sul pratoIl bilancio del sesto censimento dell’agricoltura non è molto positivo. Secondo i dati rilevati dal Cresa, infatti, le imprese che si dedicano al lavoro agricolo sono diminuite di oltre il 30% e non vanno bene neanche quelle che si dedicano all’allevamento degli animali. Secondo il censimento, inoltre, ad essere state eliminate sono soprattutto le piccole e medie imprese agricole mentre quelle che resistono tendono a diventare sempre più grandi.

Il censimento e i numeri dell’agricoltura

Le imprese agricole sono localizzate soprattutto al sud. Infatti, oltre il 50% di queste aziende di media e piccola grandezza si trovano nel mezzogiorno. Al primo posto c’è la regione Puglia che possiede oltre il 22% di imprese agricole, seguita da Sicilia, Campania e Calabria. Uno dei dati più interessanti rilevati da questo censimento riguarda la percentuale di donne che si inseriscono nel mondo dell’impresa agricola. Le quote rosa, infatti, secondo questi dati sono in netto aumento rispetto alla percentuale di uomini che si dedicano all’agricoltura.

I dati rilevati dal sesto censimento in tema di agricoltura e di allevamento

Insomma, in Italia sono state chiuse oltre ottocentomila aziende agricole e il terreno coltivabile è diminuito paurosamente negli ultimi anni. Secondo gli esperti, questi dati sono preoccupanti alla luce del grande potenziale economico di cui l’Italia potrebbe giovare se fosse in grado di sfruttare adeguatamente i propri terreni fertili. Tuttavia, a discapito di quanto dicono gli esperti il governo non è stato in grado di dare i giusti incentivi al lavoro agricolo e – per questo motivo – gli imprenditori che c’erano hanno preferito chiudere e quelli rimasti si sono accorpati oppure hanno reinvestito le loro terre in altre attività. La maggior parte di queste terre, infatti, pur essendo fertile è stata distrutta e utilizzata per la costruzione edilizia. Infine, sempre secondo i dati rilevati dal sesto censimento dell’agricoltura il lavoro della pastorizia e dell’allevamento degli animali – analogamente a quello agricolo – sta vivendo un momento di grande crisi. Negli ultimi dieci anni, infatti, oltre il 70% delle imprese che si occupavano dell’allevamento degli animali ha chiuso. A questa percentuale allarmante si aggiungono i gravi debiti che pesano sul settore zootecnico e che, allo stato attuale delle cose, impediscono a questa fetta di lavoro importante di poter ripartire.

Foto: openlens – Fotolia

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