Lo scorso undici novembre, l’ars ha approvato una legge che prevede lo stanziamento di ben cinquanta milioni di euro a favore dell’agricoltura e di quello dedito alla pesca. Si tratta di un provvedimento importante destinato a lasciare senza dubbio un segnale positivo da troppo tempo atteso da parte di un settore che, più di altri, ha vissuto un decennio di crisi senza precedenti nella storia dell’umanità.
L’agricoltura non è più importante in Italia?
Se in passato, infatti, gli uomini vivevano solo grazie all’agricoltura e all’allevamento degli animali oggi, invece, sembrano essere sempre più in grado di fare a meno del terreno fertile e dei prodotti da esso ricavati. Così, la dove c’erano campi e praterie oggi nascono supermercati, autostrade e condomini. Un dato allarmante, se si pensa che negli ultimi dieci anni sono oltre ottocentomila le piccole imprese agricole che hanno chiuso i battenti. Sarà per la crisi o per la pressione fiscale, i dati emersi dall’ultimo censimento sul lavoro agricolo sono allarmanti. E così questi cinquanta milioni di euro stanziati dal governo italiano per fronteggiare l’emorragia agricola sembrano essere arrivati giusto in tempo per evitare l’estinzione di queste imprese che un tempo facevano entrare molti quattrini nelle casse dello stato e degli italiani.
I cinquanta milioni destinati all’agricoltura
I cinquanta milioni di euro disposti dal governo a favore delle imprese serviranno a promuovere l’agricoltura e l’allevamento ma serviranno anche ad incentivare i piccoli e medi imprenditori agricoli ad ampliare la loro attività, ad assumere nuovo personale e a sperimentare nuove coltivazioni. Inoltre, una parte dei fondi saranno utilizzati per eliminare i debiti delle aziende esistenti ed evitare la loro chiusura e per finanziare quelle ancora aperte che potranno continuare il loro lavoro. Insomma, l’ars ha dato un segnale importante ad imprenditori e lavoratori le cui richieste sono state accolte.
Foto: Sven Weber – Fotolia
Il ministero delle politiche agricole, situato nella celebre via XX settembre a Roma, rappresenta uno degli organi più importanti del governo italiano. Il primo ministero dell’agricoltura fu istituito per volontà di Cavour e da allora è sempre esistito tra gli organi di governo italiani. In passato si chiamava Ministero per l’agricoltura, il commercio e l’industria ma, successivamente, la sigla fu ridotta al solo ministero delle politiche agricole.
Molte università italiane dispongono di un dipartimento dei sistemi agro forestali. L’obiettivo di questi dipartimenti è favorire la ricerca – possibilmente interdisciplinare – in temi di energia sostenibile e adattabilità del territorio alla produzione. In particolare, questi dipartimenti cercano di coordinare un lavoro fatto sulla protezione del territorio con il lavoro di produzione agricola che mira all’incremento dell’economia e allo sviluppo della ricchezza di un ambiente.
La Sicilia è una delle regioni più belle d’Italia. Ricca di storia e di importanti tradizioni, la seconda isola più grande d’Italia è famosa per le sue spiagge, i suoi profumi e i suoi sapori squisitamente mediterranei. Il fiore all’occhiello di questa regione, però, sono i suoi agrumi e – in generale – tutti i prodotti ricavati dal lavoro della terra.
Il bilancio del sesto censimento dell’agricoltura non è molto positivo. Secondo i dati rilevati dal Cresa, infatti, le imprese che si dedicano al lavoro agricolo sono diminuite di oltre il 30% e non vanno bene neanche quelle che si dedicano all’allevamento degli animali. Secondo il censimento, inoltre, ad essere state eliminate sono soprattutto le piccole e medie imprese agricole mentre quelle che resistono tendono a diventare sempre più grandi.
Tra i numerosi corsi di studio ai quali è possibile accedere nell’Università degli Studi di Palermo vi è la Facoltà di Agraria, che racchiude in sé cinque diversi corsi di lauree di primo livello, ai quali fanno seguito cinque curricula per le lauree specialistiche.