Il settore della didattica è sempre stato legato, storicamente, al consumo di grandissimi volumi di carta e di veri e propri “fiumi di inchiostro”. Nonostante negli ultimi anni siano comparse nuove tecnologie come ad esempio i libri in formato digitale e i lettori di e-book, l’utilizzo della carta stampata non sembra destinato a tramontare.
Carta e inchiostri per la stampa del materiale didattico
Chi è impegnato nello studio sa bene quanto sia importante poter focalizzare, su un foglio stampato, le nozioni da imparare. Sfogliare un libro o una dispensa, sottolinearlo, prendere appunti a margine e tenere fra le mani un supporto cartaceo fa parte della quotidianità di milioni di studenti di tutte le età. Da quando è avvenuto l’ingresso nell’era digitale, sono a disposizione del settore didattico nuove risorse per l’apprendimento come ad esempio gli e-book, ovvero libri in formato digitale che è possibile acquistare a prezzi contenuti. Una volta che si ha a disposizione un e-book, quasi mai lo si utilizza tal quale: in molti infatti prediligono stamparlo per ottenerne una pratica copia cartacea. Per fare ciò, studenti e docenti scelgono spesso di investire nell’acquisto di stampanti e, per risparmiare sui costi, anche di cartucce economiche.
Tanti buoni motivi per acquistare cartucce economiche
Le stampanti, al giorno d’oggi, vengono vendute a prezzi di mercato molto bassi rispetto a qualche anno fa. Come ben sanno i possessori di questi dispositivi, sono invece gli inchiostri a costituire la voce di spesa maggiore, ed è per questo che le cartucce economiche sono tra i consumabili più venduti, preferiti rispetto a quelli originali. L’utilizzo massiccio di stampanti domestiche per la stampa di libri, dispense ed esercizi diventa quindi vantaggioso dal punto di vista economico solo se si riesce a tagliare sulle spese degli inchiostri, e in tal senso le cartucce economiche rappresentano la scelta più pratica. A livello qualitativo, per la stampa di testi e materiale didattico le cartucce economiche non hanno nulla da invidiare a quelle di marca; inoltre, stampando per conto proprio ciò di cui si ha bisogno, si spende molto di meno che in copisteria.
Foto: Marcel Mooij
Lo scorso undici novembre, l’ars ha approvato una legge che prevede lo stanziamento di ben cinquanta milioni di euro a favore dell’agricoltura e di quello dedito alla pesca. Si tratta di un provvedimento importante destinato a lasciare senza dubbio un segnale positivo da troppo tempo atteso da parte di un settore che, più di altri, ha vissuto un decennio di crisi senza precedenti nella storia dell’umanità.
Il ministero delle politiche agricole, situato nella celebre via XX settembre a Roma, rappresenta uno degli organi più importanti del governo italiano. Il primo ministero dell’agricoltura fu istituito per volontà di Cavour e da allora è sempre esistito tra gli organi di governo italiani. In passato si chiamava Ministero per l’agricoltura, il commercio e l’industria ma, successivamente, la sigla fu ridotta al solo ministero delle politiche agricole.
Molte università italiane dispongono di un dipartimento dei sistemi agro forestali. L’obiettivo di questi dipartimenti è favorire la ricerca – possibilmente interdisciplinare – in temi di energia sostenibile e adattabilità del territorio alla produzione. In particolare, questi dipartimenti cercano di coordinare un lavoro fatto sulla protezione del territorio con il lavoro di produzione agricola che mira all’incremento dell’economia e allo sviluppo della ricchezza di un ambiente.
La Sicilia è una delle regioni più belle d’Italia. Ricca di storia e di importanti tradizioni, la seconda isola più grande d’Italia è famosa per le sue spiagge, i suoi profumi e i suoi sapori squisitamente mediterranei. Il fiore all’occhiello di questa regione, però, sono i suoi agrumi e – in generale – tutti i prodotti ricavati dal lavoro della terra.
Il bilancio del sesto censimento dell’agricoltura non è molto positivo. Secondo i dati rilevati dal Cresa, infatti, le imprese che si dedicano al lavoro agricolo sono diminuite di oltre il 30% e non vanno bene neanche quelle che si dedicano all’allevamento degli animali. Secondo il censimento, inoltre, ad essere state eliminate sono soprattutto le piccole e medie imprese agricole mentre quelle che resistono tendono a diventare sempre più grandi.
Tra i numerosi corsi di studio ai quali è possibile accedere nell’Università degli Studi di Palermo vi è la Facoltà di Agraria, che racchiude in sé cinque diversi corsi di lauree di primo livello, ai quali fanno seguito cinque curricula per le lauree specialistiche.